In macchina a trovare i nonni, i pensieri corrono veloci.

Tutti a bordo per andare dai nonni.
È domenica mattina, in macchina io alla guida, Damiano sul suo seggiolino.
Poca gente per strada.
Della buona musica accompagna il nostro viaggetto di 45 minuti.
Il cielo é coperto e fuori fa freddo ma in macchina un teporino ci coccola.
La musica e il poco traffico aiutano a far volare i pensieri: è Domenica e quindi penso a cosa dovrei fare nel pomeriggio per avvantaggiarmi con il lavoro, cerco di pianificare in qualche modo la settimana entrante.
I classici pensieri che prendono il sopravvento quando ci si rilassa.
Il tipo di lavoro che faccio non mi permette mai di staccare, o forse sono io che non riesco a staccare.

La strada va a memoria, poi alzo gli occhi e vedo lui, e come un film lo rivedo il primo giorno usciti dall’ospedale così piccolo che l’ovetto sembrava fatto per un gigante.
Lo rivedo a 2 mesi quando abbiamo fatto un lungo e triste viaggio per delle visite da fare a Milano, lo rivedo la sera quando tornavamo dalla piscina stanchi e affamati.

Lo vedo ora a 18 mesi un bambino che guarda intorno a sè il mondo con interesse e con attenzione.
Che mi guarda guidare, che mi osserva e mi sorride, ma che alla fine si mette le sue due dita in bocca per ciucciare e rilassarsi come tutte le volte in cui si trova in una situazione in cui stà bene.
E io dimentico il mio lavoro e penso a come sarà domani, tra un mese o tra un anno.
E’ bello fantasticare su di luii invece di pensare al lavoro, ma sarà ancora più bello vivere il suo futuro giorno per giorno insieme.

Chissà invece cosa stai pensando tu, mentre beatamente osservi fuori e ti ciucci le dita.
Magari un giorno me lo racconterai!

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