Diventare papà: una scelta ragionata o una completa follia?

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Da sempre fantasticavo di avere un figlio, a dire la verità il sogno era quello di avere una figlia che mi avrebbe fatto penare per tutta la vita.
Ho sempre pensato che prima o poi sarei stato padre, ma sono quei pensieri che ti accompagnano latenti e che lentamente diventano dormienti.
La vita ti porta a fare scelte che mettono in primo piano altre cose e i sogni spesso finiscono in un cassetto.

Fortunatamente non sempre rimangono lì.

Nel momento in cui tiri fuori dal cassetto un sogno come questo inizi a pensare come sarà sconvolta la vita a cui tutti si sono abituati.

Ci eravamo trasferiti a Milano da qualche anno, una scelta lavorativa che stava dando buone soddisfazioni ad entrambi. Quando abbiamo iniziato a pensare a Damiano il primo problema era dove farlo crescere. A Milano lontano da tutti? Il lavoro va bene ma con un bimbo?
Ci abbiamo pensato un po’ e se fosse arrivato saremmo rientrati a casa.

Quella dove vivere era forse la questione più semplice da risolvere, alle altre domande che man mano mi ponevo non riuscivo a dare una risposta.

Sarà maschio o femmina?(20/80 ma questa è un’altra storia)
Starà bene?
Quanto cambierà la vita?
Avrò tempo per me, avremo tempo per noi?
Ma poi, come si cambia un pannolino?
E che cos’è il latte in polvere?
Già dormo poco, con un bambino per casa e chi chiude occhio.
Con lui o lei mi daranno anche le istruzioni per l’uso?
Soddisfatti o rimborsati, o per tutta la vita?

Domande, domande, domande, risposte zero, anzi quando inizi a pensare ad un bambino, d’improvviso ti accorgi che intorno a te ci sono centinaia di coppie che portano a spasso neonati, madri che li allattano, padri che giocano al parco, famiglie felici, famiglie stravolte, bambini dolci e carini, demonietti che corrono e urlano ovunque.

E’ come se scegliere di diventare padre ti fa scoprire una parte della realtà che prima non vedevi o non volevi vedere.

Alla fine mi sono detto sarà quel che sarà, non si possono trovare pro e contro di una cosa come questa anche perché quell’esserino che nascerà sarà sempre diverso ogni giorno, ogni istante e ogni momento.

Credo che qualsiasi persona che decida di diventare genitore lo fa perché se lo sente dentro, perché spera che tutto andrà bene, e perché è un po’ incosciente, perché ognuno di noi in fin dei conti se la fa sotto il giorno in cui la ginecologa mostra la prima ecografia.

E continuerà a farsela sotto ogni giorno della propria vita, perché nessuno sceglie di essere un papà, ognuno di noi sceglie di imparare a essere un papà, e io ho deciso di provarci ogni giorno insieme a Damiano e Nicla.

2 comments

  1. Lauryn   •  

    Non conoscendo le tue origini ho tremato quando hai scritto che saresti rientrato a casa dopo l’esperienza di Milano. Per fortuna è Perugia. Ottima scelta.

    Valentina invece è nata qui a Milano, ma vogliamo darle un futuro, che per ora in Italia non mi sembra si possa avverare nell’immediato. Io la freelance volevo farla proprio per lei ma le tasse strozzano…abbiamo la testa molto confusa, e per fortuna lei è ancora piccola, abbiamo tutto il tempo, ma il tempo vola.

    Per il resto, stiamo crescendo ed imparando con lei, e l’approccio molto “naturale” che stiamo avendo nei confronti della sua crescita ci sta premiando con una bambina dolcissima, affettuosa, che mangia quello che sente e sta bene (facendo le corna mai stata male a 14 mesi quasi).

    Fare i genitori è dura :)

  2. Alessandro Giammaria   •     Autore

    Guarda sarei rimasto volentieri a Milano, per il nostro tipo di lavoro è sicuramente il miglior bacino d’Italia, purtroppo li saremmo stati soli e credo che sarebbe stata molto dura.
    Sia io che mia moglie siamo liberi professionisti, lei gira molto per il centro nord e quindi una mano sarebbe stata fondamentale.
    La scelta è stata giusta per lui, meno per il lavoro, qui è molto più difficile, ma tireremo avanti.
    Il tempo però vola davvero e quindi ogni decisione deve essere presa molto velocemente, sia per il nostro bene che quello dei nostri figli.
    L’unica cosa che ho capito, è che la scelta di diventare genitore è stata azzeccata, poi il resto si vedrà.

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